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Confcommercio Asti

I commercianti ad Asti si mobilitano per denunciare una situazione di forte precarietà

Abbiamo deciso di scendere in piazza, anche se non siamo tanto abituati a fare la voce grossa, per dire basta.
La Confcommercio, assieme alle altre associazioni di categoria è presente questa mattina qui in piazza per denunciare una situazione che sta diventando sempre più difficile!!


Confcommercio ha scelto di fare parlare me (Dino Penna), un commerciante per dire
Che
È finito il tempo delle parole;
delle promesse;
per dire che;
Se la piccola e media impresa è e deve essere il motore dell’economia italiana
Non è giusto che di questa macchina si usi solo il serbatoio per continuare a fare cassa e pagare i debiti e le inefficienze di altri.
Sarebbe facile fare l'elenco delle cose che non vanno o che non ci piacciono in questo momento
Non abbiamo la pretesa nè la presunzione di dire che abbiamo soluzioni pronte, ma le proposte sì, le idee sì, queste ce le abbiamo e sono anche chiare proprio per questo vorremmo poterci confrontare e discuterle con chi ha un ruolo decisionale.
Siamo preoccupati - è vero
E siamo soprattutto preoccupati per come si sta evolvendo la situazione su Asti.
Perchè non intravvediamo una programmazione seria e mirata di sviluppo per la nostra città, per Asti
Ecco perchè, dopo il 18 febbraio a Roma,
Oggi abbiamo voluto dare questo segnale, proprio su Asti
Chiediamo attenzione e soprattutto rispetto
Lo chiediamo perchè i negozi e le botteghe storiche continuano a chiudere
Perchè la grande distribuzione continua ad occupare gli spazi che le Amministrazioni concedono contrariamente a quanto dichiarano
Perchè la tassazione ha raggiunto livelli improponibili, ben lontana dalle medie europee

Su cosa dobbiamo o vogliamo puntare?
E Come possiamo o dobbiamo essere più incisivi?
Ecco, sono due domande che ci siamo posti e a cui abbiamo cercato di dare qualche risposta
Provo a dirla in due parole, con due esempi
- Turismo
e
- Tassazione locale
Ecco, noi della Confcommercio, crediamo che sia necessario concentraci sulle
Cose possibili
Quelle che sono alla nostra portata
Soprattutto che possono avere un riscontro immediato
Perchè non abbiamo più tempo da perdere
Dico turismo:
- Perchè è una opportunità - basta pensare ad expo 2015
- o al bicentenario della nascita di Don Bosco
- o al papa di Portacomaro
Dico tassazione locale:
- Perchè il governo ha ridotto i traferimenti
- Perchè esiste una assurda legge di stabilità che non consente di spendere I pochi soldi che le amministrazioni hanno in cassa
- Perche' la cassa depositi e prestiti , potrebbe essere lo strumento per pagare le imprese che invece aspettano mesi e mesi...per ricevere il dovuto, al contrario di Equitalia.
Perchè ci preoccupa la IUC (imposta unica comunale) che non dimentichiamolo raggruppa
Tasi-tassa sui servizi
Tari-tassa sui rifiuti
E IMU - tassa sulla casa, che non è vero che e' stata sopressa
Perchè, in buona sostanza, viene data alle amministrazioni locali la possibilità di incidere pesantemente sulle aliquote applicabili al tributi locali - (vedi la TARI)
Faccio un esempio solo, che riguarda alberghi, ristoranti, bar e caffetterie, un settore direttamente collegato al turismo:
- i dati forniti dall'ufficio studi di Confcommercio, parlano di un aumento che va dal 100% al 380%
È questo il modo per puntare sul turismo e sul territorio o rilanciare le economie locali?
Non sono questi i presupposti cui facevo cenno, serve molta più attenzione e soprattutto coerenza.
Ripeto, il commercio tradizonale non vuole continuare ad essere il sebatoio dal quale si attinge sempre e solo per fare cassa e pagare i debiti e le inefficienze di altri…
Per non dire che sarebbe anche ora di smetterla di additare il commercio e l'artigianato come esempi negativi
Non siamo evasori!!
Chiediamo solo di essere messi nelle condizioni di poter pagare...Il giusto
Diversamente chiudiamo, siamo costretti a chiudere.
E chiudere significa contribuire ad aumentare la disoccupazione
Mentre ci piacerebbe poter assumere qualche giovane in più
Ma l'attuale costo del lavoro non ce lo permette... E questo è un ulteriore problema su cui stiamo discutendo con il governo
Non a caso abbiamo scelto uno slogan, molto significativo
"senza impresa non c'è' futuro per Asti "
Noi vogliamo arginare e far fonte a questa morìa di negozi e di botteghe Storiche
Ma per fare questo chiediamo più attenzione da parte di tutti coloro che hanno la responsabilità politica delle scelte a cominciare dall'amministrazione locale.

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