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Affitti calmierati

In occasione della conferenza che si terrà in Sardegna dal 25.09.2014 al 27.09.2014 denominata "CONFERENZA DI SISTEMA" il Direttore Claudio Bruno affronterà anche l'argomento degli "AFFITTI CALMIERATI". 

 

“AFFITTI CALMIERATI “
un esempio unico al momento in Italia
Il caso di ASTI : come rianimare i centri storici

Uno dei fattori che ha una forte incidenza sul bilancio delle attività commerciali ed artigianali è rappresentato dai canoni di affitto dei locali destinati all’attività ; un costo che ultimamente è lievitato in modo inversamente proporzionale al fatturato che , crisi o non crisi , è diminuito grazie anche alla contrazione dei consumi che sta coinvolgendo tutti i settori , in particolare quello del terziario e del commercio tradizionale ; va anche detto che i canoni di affitto spesso sono superiori per le attività svolte nei concentrici e nei centri storici delle città, in particolare quello di Asti per le sue caratteristiche urbanistiche, strutturali e non ultime, viabili. E’ un problema che la Confcommercio di Asti in primis si è posta e sul quale è stato aperto un tavolo di lavoro , mirato , per cercare soluzioni sostenibili; tavolo che ha visto la FIMAA di Asti presente e propositiva , non solo per la sua espressione fortemente rappresentativa , ma per la riconosciuta professionalità e competenza ; una opportunità per contrapporsi alla crisi che vede coinvolto in modo pesante anche il settore immobiliare, ma soprattutto a dimostrazione di un lavoro costantemente portato avanti in sinergia con Confcommercio. Fermo restando quindi l’obiettivo che ci siamo dati , che era e rimane quello del “contenimento/abbattimento dei costi” , per quanto possibile , si è lavorato partendo da una analisi dei “contratti di locazione ad uso commerciale ed artigianale in essere” onde poter valutare alcuni dei principali aspetti collegati alle situazioni del mercato immobiliare , avendo ben presenti quali erano i fattori e le situazioni che condizionano la crisi nella nostra provincia. Non è stato facile individuare soluzioni, perché dovevano essere possibilmente equilibrate ma soprattutto sostenibili , pensiamo però di poter dire che la ipotesi finale , quella che è ha poi permesso la sottoscrizione dello “accordo” definito per gli “affitti calmierati” , sia da considerare buona e sicuramente innovativa, certamente rappresenta un primo passo verso l’obiettivo che ci siamo posti e , per il momento, l’unico esempio di questo genere attuato in Italia. Giusto dire che se tutto ciò è stato possibile va riconosciuta la disponibilità ed interlocuzione del Comune di Asti e la apertura , quindi la condivisione , delle altre associazioni di categoria, che hanno sottoscritto con FIMMA e CONFCOMMERCIO , quello che noi abbiamo definito un importante primo segnale , concreto , che va a favore delle imprese riducendo in qualche modo la pressione fiscale. Un “fatto” che va in controtendenza rispetto ai provvedimenti annunciati ma sistematicamente disattesi della politica , che rappresenta un segnale di coerenza con quanto andiamo noi rivendicando da tempo . Ecco perché ci verrebbe da dire che se si vuole si può , almeno si può e si dovrebbe tentare. Volendo entrare nel merito dell’accordo , seppur in modo sintetico, possiamo dire che lo stesso prevede due diverse casistiche riconducibili al cosi detto “canone calmierato” , che fanno scattare alcune agevolazioni ; la prima è collegata alla determinazione di un “nuovo canone “ calmierato, calcolato secondo alcuni parametri predeterminati che riguardano principalmente la zona , la tipologia dell’immobile e la superficie del locale destinato alla attività commerciale ; la seconda , riguarda i “contratti in essere” prevede semplicemente la “riduzione del canone in vigore del 20%” . In entrambi i casi , l’accordo prevede per il “proprietario” la possibilità di applicare una aliquota IMU-ridotta , a cui si aggiunge una “garanzia” pari a sei mensilità che scatta qualora il contratto “fallisca” nei primi tre anni dalla data di stipula (se nuovo) o riduzione ( se in essere) . Garanzia possibile grazie alla stipula di una polizza fidejussoria , il cui costo verrà pagato usufruendo dello stanziamento del comune di Asti che , in questa prima fase di avviamento , è stato di 30.000 . In conclusione ci piace ribadire che “se si vuole si può , almeno si può e si dove tentare …. ”

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