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Carburanti, il rinvio della e-fattura non è per tutti

Il rinvio al 2019 della fatturazione elettronica per le vendite di benzina e gasolio

per autotrazione, disposto dal D.L. n. 79/2018, vale solo per gli impianti stradali; pertanto, dal 1° luglio scatta l’obbligo della e-fattura per tutti gli altri soggetti della filiera di produzione e distribuzione (compagnie petrolifere, grossisti, intermediari, etc.). La novità, peraltro, coinvolge, dal lato passivo, anche altre categorie economiche, fra cui gli stessi gestori dei distributori stradali di carburante e i consumatori titolari di contratti di “netting”, i quali riceveranno dai loro fornitori le fatture in formato elettronico. 

Al fine di andare incontro alle esigenze della categoria dei c.d. carbogestori, l’art. 1 del D.L. 28 giugno 2018, n. 79 (in G.U. n. 148 del 28 giugno 2018) ha riformulato la disposizione dell’art. 1, comma 917, lettera a), della legge n. 205/2017, rinviando al 1° gennaio 2019 l’obbligo della fatturazione elettronica per “le cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione”.
Resta invece confermato, ai sensi del comma 917, l’anticipo dell’obbligo al 1° luglio prossimo per le “cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori” effettuate al di fuori della fattispecie esonerata, come pure per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di contratti pubblici.

È inoltre confermata la decorrenza delle disposizioni del comma 1-bis dell’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015, inserito dal comma 909 della legge n. 205/2017, che prevedono, dal 1° luglio 2018, l’obbligo della memorizzazione elettronica e della trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi delle cessioni di benzina o d gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori. Va tuttavia rammentato che, con provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 28 maggio 2018, in fase di prima applicazione, l’obbligo dal 1° luglio 2018 è stato circoscritto alle cessioni effettuate da soggetti che gestiscono impianti di distribuzione stradale “ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di telerilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatore di banconote e moneta elettronica (bancomat, carte di credito, prepagate, etc.) e di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante”. Per gli altri soggetti, l’obbligo sarà introdotto gradualmente, al più tardi dal 1° gennaio 2020.

Cessioni di carburanti con e-fattura
Fatta eccezione per le vendite poste in essere presso gli impianti stradali, quindi, da domenica 1° luglio 2018 tutte le cessioni di benzina e di gasolio per autotrazione scambiate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia, dovranno essere documentate esclusivamente con la “nuova” fattura elettronica trasmessa per il tramite del Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate, conformemente alle norme dell’art. 1, D.Lgs. n. 127/2015, come modificato dalla legge n. 205/2017, e alle regole tecniche approvate dall’Agenzia con il provvedimento del 30 aprile 2018.

Questo significa che tutti coloro che acquisteranno benzina o gasolio per autotrazione presso soggetti diversi dai carbogestori otterranno - e dovranno pertanto, in via di principio, essere in grado di ricevere e gestire - la fattura elettronica. Come si diceva, si troveranno in questa condizione anche gli stessi gestori degli impianti di distribuzione stradale, relativamente alle forniture dei predetti carburanti. Dovrebbero essere coinvolti anche quegli “utilizzatori finali” (ossia le imprese ed i lavoratori autonomi) che, pur rifornendosi presso gli impianti stradali, acquistano i prodotti dal grossista o dalla compagnia petrolifera, per esempio sulla base di contratti di somministrazione “a catena” (c.d. netting) usuali nel settore.

È da osservare, comunque, che l’obbligo di fatturazione elettronica a carico del fornitore non sembra, alla luce del quadro normativo, comportare l’obbligo per il cliente, ancorché soggetto passivo dell’IVA, di ricevere la fattura in formato elettronico.
Dalle norme tecniche varate dall’Agenzia delle Entrate, in particolare, si evince infatti che il fornitore può in ogni caso emettere e trasmettere la fattura elettronica anche se il cedente/cessionario sia sprovvisto di codice destinatario e di PEC; in tal caso, la fattura elettronica sarà messa a disposizione del destinatario in un’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate. Sebbene questa soluzione sia stata concepita, fondamentalmente, per ipotesi diverse quali l’impossibilità tecnica di recapito, oppure la particolare natura del destinatario (privato consumatore o soggetto passivo escluso dall’obbligo della fattura elettronica), nulla sembra escludere che, in teoria, possa legittimamente essere adottata anche nell’ipotesi di fatture destinate a soggetti passivi non (ancora) abilitati alla ricezione elettronica.
Sopravvivenza della “scheda carburante”

Il D.L. n. 79/2018, modificando il comma 927 dell’art. 1 della legge n. 205/2017, differisce inoltre dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019 l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 920, 921 e 926, tra cui quelle che prevedono la soppressione della normativa sulla c.d. scheda carburante (legge n. 31/1977 e regolamento n. 444/1997). Questa modalità di documentazione dell’acquisto di carburanti presso impianti distributori stradali, pertanto, rimane in vigore ancora fino al 31 dicembre 2018. L’utilizzo della scheda carburanti, tuttavia, diviene ora sostanzialmente facoltativo.
Va osservato, al riguardo, che non è stata differita la decorrenza delle disposizioni dei commi 922 e 923 del predetto articolo 1, che in pratica, a partire dal 1° luglio 2018, subordinano la deducibilità del costo e la detraibilità dell’IVA sulle spese di carburanti per autotrazione alla condizione del pagamento con mezzi tracciabili (si veda, al riguardo, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 4 aprile 2018).
L’uso (obbligatorio dal 1° luglio) di mezzi di pagamento tracciabili, in considerazione del rinvio al 1° gennaio 2019 dell’obbligo della fatturazione elettronica, nonché dell’obbligo dei soggetti passivi dell’IVA di documentare mediante fattura elettronica gli acquisti di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali (comma 920), rende pressoché superflua la tenuta della scheda carburante: giusta quanto stabilito dall’art. 1 del D.P.R. n. 444/1997, come integrato dall’art. 7 del D.L. n. 70/2011, sono infatti esonerati dalla tenuta della scheda carburante i soggetti “[...] che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 605 [...]”.
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