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Sangalli: ci sono cento miliardi per tutte le infrastrutture

Intervento del presidente Confcommercio


La recessione tecnica, che purtroppo ha certificato l'annunciato rallentamento economico dell'Italia negli ultimi mesi, ha un corollario ed una conseguenza: il corollario è la debolezza dell'occupazione, la conseguenza è l'urgenza di scelte adeguate di politica economica. Del resto, della fragilità economica generale hanno risentito anche sistemi economici trainanti come quelli del Veneto e del Friuli che, pur facendo registrare negli ultimi due anni un parziale recupero in termini di Pil e consumi, hanno visto soffrire particolarmente le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti con quasi 18 mila attività chiuse nel 2018. Restiamo infatti un Paese fragile, che finisce per essere il primo ad "inciampare" nella recessione quando l'economia rallenta. Risolvere i nodi strutturali della nostra economia - da una parte, gli eccessi di tasse e di burocrazia, dall'altra i deficit di legalità, di infrastrutture e di capitale umano - è allora la via maestra per stimolare i consumi e gli investimenti, cioè i grandi aggregati della domanda interna. Così, sul versante dei consumi, bisogna agire da subito con determinazione per evitare - dopo il blocco degli aumenti per il 2019 - che scattino le clausole di salvaguardia nel 2020 e 2021, che si tradurrebbero in oltre 50 miliardi di euro di maggiore prelievo IVA. Quanto agli investimenti, tra il 2009 e il 2017, l'Italia è in "ritardo" di ben 77 miliardi di euro rispetto alla media Ue e perde ogni anno 34 miliardi di Pil per le carenze infrastrutturali. Un gap che si potrebbe drasticamente ridurre mettendo a frutto i 100 miliardi di risorse programmaticamente disponibili nel bilancio dello Stato per gli investimenti infrastrutturali. Per questo siamo favorevoli, in ogni area del Paese, a tutte le opere, a tutte le infrastrutture necessarie. Infrastrutture, come la Tav, che renderebbero il trasporto più economico, più sicuro e più rapido, migliorerebbero la distribuzione delle merci e favorirebbero l'arrivo di più turisti. Per rafforzare il Paese, non dimentichiamo certo l'inclusione e la coesione sociale. Ma il reddito di cittadinanza dovrebbe davvero concorrere alla costruzione di una società più attiva e ad una sicurezza sociale fondata su più lavoro.
E ”quota 100” andrà attentamente monitorata tenendo conto della delicatezza degli equilibri del sistema previdenziale. In ogni caso, non va mai dimenticato che sono le imprese a costruire le opportunità di lavoro e che resta dunque prioritario sostenerne la competitività. Più competitività per più occupazione: vi è un grande lavoro da fare. Deve essere fatto presto e in modo strutturato tra Governo, Parlamento e parti sociali. Perché insieme possiamo rafforzare i "fondamentali" del Paese e muovere verso orizzonti migliori: migliori per l'economia dei servizi, migliori per il sistema imprese, migliori per l’Italia.

 

Carlo Sangalli
Presidente Confcommercio

Fonte: Il Gazzettino

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