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CIRCOLARE N°25 DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE :"MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHÉ DI POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19"

LA CIRCOLARE N°25 DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE CLICCA QUI

 

DECRETO "RILANCIO" (D.L. N. 34 DEL 2020) RECANTE: «MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHÉ DI POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19 - CIRCOLARE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE N. 25/E DEL 20 AGOSTO 2020

Premessa.

Con la Circolare n. 25/E del 20 agosto 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all'applicazione di specifiche disposizioni contenute nel “Decreto Rilancio” (convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77), con cui sono state introdotte misure finalizzate, da un lato, a fronteggiare la crisi di liquidità venutasi a determinare a seguito dell’adozione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria da COVID 19 e, dall'altro, a ristorare i soggetti che svolgono un’attività economica e/o professionale, delle spese, sostenute e che sosterranno, per la realizzazione di interventi imposti dalle prescrizioni sanitarie adottate per contrastare l’emergenza epidemiologica.

Si riportano, di seguito, alcuni dei principali argomenti esaminati dall'Amministrazione finanziaria, rinviando al documento di prassi, che si allega opportuna conoscenza, per un maggior approfondimento sulle diverse problematiche affrontate.

1. SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL'ECONOMIA

1.1 Disposizioni in materia di versamento dell'IRAP (articolo 24)

Con il documento di prassi, l'Agenzia delle Entrate offre innanzitutto alcuni chiarimenti in ordine alla disposizione dettata dall'art. 24 del Decreto, che riconosce alle imprese e ai lavoratori autonomi - con un volume di ricavi o compensi non superiore a 250 milioni - l’esenzione dal versamento:

del saldo dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2019, restando, invece, fermo il versamento dell'acconto, suddiviso nelle rate legislativamente previste;
della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell'IRAP dovuto per il periodo d’imposta 2020.
Al riguardo, l'Agenzia delle Entrate ribadisce quanto già chiarito con la propria Risoluzione n. 28 del 29 maggio 2020, evidenziando come le disposizioni introdotte dal citato articolo 24 hanno applicazione generalizzata, con esclusione dei soli soggetti espressamente individuati (banche e altri intermediari finanziali nonché imprese di assicurazione, Amministrazioni ed enti pubblici).

Pertanto, in assenza di una espressa esclusione normativa – operata per altre categorie di soggetti – la disciplina di cui all'articolo 24 si rende applicabile anche in relazione agli enti privati non commerciali, sia nell'ipotesi in cui gli stessi svolgano, oltre all’attività istituzionale non commerciale, anche un’attività commerciale (in modo non prevalente o esclusivo), sia nell’ipotesi in cui detti enti non svolgano alcuna attività commerciale.

Nella prima ipotesi, con riferimento all'attività commerciale esercitata – e, di conseguenza, all'IRAP determinata con il metodo «commerciale» ai sensi dell’articolo 10, comma 2, e dell'articolo 5 del D. Lgs. n. 446 del 1997– l'ente non commerciale può usufruire dell’esonero dal versamento del saldo dell'IRAP relativo al periodo d’imposta 2019 e della prima rata dell'acconto dovuto per la medesima imposta in relazione al periodo d'imposta 2020, al verificarsi delle condizioni (relative al limite di ricavi conseguiti) previste dall'articolo 24 per i soggetti esercitanti attività d’impresa.

Le previsioni recate dalla disposizione in esame trovano, altresì, applicazione con riferimento all'IRAP determinata dall'ente non commerciale – relativamente all'attività non commerciale svolta in via esclusiva o prevalente – con il metodo «retributivo» ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del ciato D. Lgs. n. 446.

In tal caso, relativamente all'attività non commerciale svolta, non troveranno applicazione i parametri relativi ai ricavi e compensi conseguiti, considerato che l’applicazione di detti parametri presuppone lo svolgimento di un’attività di impresa o l’esercizio di arti e professioni.

L'Agenzia chiarisce, inoltre, che il beneficio in parola, pur rappresentando un contributo in termini di esclusione dal versamento dell'IRAP, può tuttavia essere cumulato con gli aiuti previsti dai Regolamenti UE «de minimis».

Per quanto riguarda la determinazione degli acconti IRAP per il periodo d'imposta 2020, con il documento di prassi viene chiarito che, in linea generale, l'acconto relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 è dovuto:

per le persone fisiche e le società o associazioni di cui all'articolo 5 del TUIR, nella misura pari al 100% dell’importo indicato nel rigo IR21, sempreché tale importo sia superiore a 51,65 euro;
per gli altri soggetti (ad esclusione dei soggetti che determinano la base imponibile ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 446 del 1997), nella misura pari al 100% dell’importo indicato nel rigo IR21, sempreché tale importo sia superiore a 20,66 euro.
Ad avviso dell'Agenzia delle entrate, dunque, ai fini della determinazione dell’acconto IRAP dovuto per il periodo d’imposta 2020 secondo il metodo “storico”, deve essere preso a riferimento l’importo indicato nel rigo IR21 (Totale imposta) del modello di dichiarazione 2020 relativo al periodo d’imposta 2019, a prescindere dalla circostanza che il saldo dovuto per tale ultimo periodo [ed indicato nel rigo IR26 (Importo a debito)] sia solo "figurativo" (ovvero non debba essere versato per effetto di quanto disposto dall'articolo 24).

La Circolare esamina, anche, l'ipotesi di utilizzo dell'eccedenza IRAP risultante dalla precedente dichiarazione (modello IRAP 2019).

Al riguardo, viene chiarito che il saldo IRAP relativo al periodo d’imposta 2019, per il quale è previsto l'esonero dal versamento ai sensi dell’articolo 24, deve essere determinato al lordo dell'eccedenza IRAP risultante dalla precedente dichiarazione (modello IRAP 2019), non ancora utilizzata in compensazione «esterna» e/o «interna», in quanto l'eventuale utilizzo di tale eccedenza a riduzione del saldo si tradurrebbe, di fatto, in un versamento dello stesso (che, invece, non è dovuto).

L'eccedenza IRAP 2018 non utilizzata a riduzione del saldo IRAP 2019 può essere, pertanto, recuperata con la dichiarazione IRAP 2020 ed essere utilizzata secondo le consuete modalità previste per le eccedenze d'imposta (compensazione, rimborso o riporto all'anno successivo).

A tal fine, chiarisce l'Agenzia, la sezione II del quadro IR va compilata secondo le regole ordinarie avendo cura, tuttavia, di riportare nel rigo IR28 «Eccedenza di versamento a saldo» la quota dell'eccedenza IRAP 2018 utilizzata in tale sezione a riduzione del saldo IRAP 2019, il cui versamento non è dovuto in applicazione dell'articolo 24 del Decreto.

Resta fermo che l’eccedenza IRAP 2018 sarà, invece, utilizzabile a riduzione dell’eventuale quota del saldo IRAP 2019 che dovesse eccedere il limite previsto dal paragrafo 3.1. del Framework temporaneo comunitario sugli aiuti di Stato.

A tal riguardo, i contribuenti che fruiscono dell'esonero dal versamento del saldo IRAP 2019 (ai sensi dell'articolo 24), sono tenuti a compilare nel modello IRAP 2020 la sezione XVIII del quadro IS, avendo cura di indicare:

nella casella «Tipo aiuto», il codice 1;
nella colonna 1 «Codice aiuto», il codice 999;
nella colonna 3 «Quadro», il quadro IR;
nelle successive colonne 4 «Tipo norma», 5 «Anno», 6 «Numero» e 7 «Articolo», rispettivamente, «1», «2020», «34», «24»;
nella colonna 26 «Tipologia costi», il codice 20;
nella colonna 29 «Importo aiuto spettante», l’importo del saldo IRAP relativo all'anno 2019 non versato per effetto dell’applicazione dell’art. 24 del DL Rilancio.
Le altre colonne del rigo IS201 vanno compilate secondo le indicazioni fornite nelle istruzioni contenute nel modello IRAP 2020.
1.2 Contributo a fondo perduto (articolo 25)

Al fine di soddisfare ulteriori esigenze di chiarimento, con la circolare in esame l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori indicazioni anche in merito al contributo a fondo perduto, introdotto dall'articolo 25 del Decreto.

Al riguardo, richiamando quanto già chiarito con la Circolare n. 22/E del 2020, viene ribadito che i consorzi tra imprese - riconducibili ai soggetti di cui all'articolo 73 del TUIR – per ragioni di ordine logico sistematico, non possono fruire del contributo in parola, in considerazione della peculiare natura di tali soggetti che si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte. Diversamente, i consorzi che svolgono una propria attività autonoma rispetto alle consorziate e che assumono rappresentanza esterna possono comunque fruire del contributo a fondo perduto COVID-19 in relazione alle attività ammesse al contributo stesso.

Al riguardo, viene rammentato che i due requisiti di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 25, sia in relazione alle modalità di determinazione della soglia massima ricavi o compensi sia per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato, andranno determinati in relazione all'ammontare dei ricavi e del fatturato direttamente riferibili esclusivamente all’attività autonoma posta in essere dal consorzio.

Per quanto concerne le modalità di restituzione del contributo, viene precisato che le sanzioni non saranno dovute nel caso in cui il contribuente, che abbia già fruito del contributo in esame, solo a seguito della pubblicazione dei chiarimenti contenuti nella citata circolare n. 22/E del 2020 conosca di avere assunto un comportamento non coerente con i chiarimenti forniti con il menzionato documento di prassi.

In tal caso, il soggetto che ha percepito il contributo non spettante dovrà restituire tempestivamente il contributo e i relativi interessi utilizzando i codici tributo indicati nella risoluzione n. 37/E del 26 giugno 2020.

2 MISURE FISCALI

L'Agenzia fornisce importanti chiarimenti anche in merito alle misure di natura fiscale introdotte dal Decreto, che di seguito si riportano in sintesi.

2.1 Trasformazioni delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile (articolo 121)

Con la circolare in esame viene chiarito, innanzitutto, che il debito da «rottamazione ter» non può essere compensato con il credito d’imposta derivante dalle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico, in quanto la norma riguardante il pagamento delle somme dovute per la definizione non prevede espressamente modalità di assolvimento del debito - risultante dalla dichiarazione di adesione alla rottamazione-ter - diverse da quelle richiamate dalla norma (ossia, mediante domiciliazione sul conto corrente, bollettini precompilati oppure presso gli sportelli dell'agente della riscossione).

2.2 Cumulabilità della sospensione dei termini processuali e della sospensione nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione (articolo 158)

L'Agenzia delle entrate chiarisce che l’articolo 158 del Decreto ha introdotto una disposizione di natura interpretativa, per la quale la sospensione dei termini processuali di cui all'articolo 83, comma 2, del Decreto "Cura Italia", si intende cumulabile in ogni caso con la sospensione del termine di impugnazione stabilita dalla procedura di accertamento con adesione.

Pertanto, secondo l'Amministrazione finanziaria, in caso di istanza di adesione presentata dal contribuente, si applicano cumulativamente sia la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di novanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza (prevista dall'articolo 6, comma 3, del D.Lgs. n. 218 del 1997), sia la sospensione di complessivi 64 giorni prevista dal combinato disposto del citato articolo 83 e dell'articolo 36 del Decreto "Liquidità". Inoltre, trova applicazione la sospensione feriale dal 1° al 31 agosto.

Resta inteso, infine, che risulta applicabile anche la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 60 giorni (previsto dall'art. 42, quarto comma, del D.P.R. n. 600 del 1973), in caso di presentazione dell’istanza di scomputo delle perdite pregresse.

2.3 Proroga dei termini di ripresa della riscossione per i soggetti di cui agli articoli 61 e 62 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (articolo 127)

Come noto, l'articolo 127 del Decreto proroga il termine di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi ai sensi dell’articolo 61 e 62 del "Cura Italia", a favore degli operatori nazionali di numerosi settori colpiti dall'emergenza da Covid-19.

Ciascun contribuente beneficiario della sospensione potrà, secondo la propria libera scelta, effettuare i versamenti inizialmente sospesi:

per intero entro il 16 settembre 2020;

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