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Giugno 16, 2013

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Dal 1° luglio vietato corrispondere retribuzioni in contanti (legge di bilancio 2018)

I datori di lavoro, a decorrere dal 1° luglio 2018, non potranno più corrispondere in contanti al lavoratore

la retribuzione derivante dal rapporto di lavoro instaurato, nè tantomeno eventuali acconti di stipendio.

 Tale divieto riguarda nella generalità:
- i rapporti di lavoro subordinato (indeterminato, determinato, apprendistato, a chiamata, part time ecc.);
- i rapporti derivanti da collaborazione coordinata e continuativa inclusi i compensi agli amministratori se certificati da busta paga;
- i contratti instaurati dalla cooperative con i propri soci.

Il divieto non riguarda:
- borse di studio, tirocini, lavoro occasionale, rapporti con le p.a. e i rapporti di lavoro per servizi familiari e domestici (colf, badanti ecc.)-

Si dovranno quindi utilizzare strumenti di pagamento quali: assegni,bonifici, moneta elettronica oppure pagamento presso sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.
La firma del dipendente sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
Le sanzioni previste per il datore di lavoro sono di natura amministrativa pecuniaria (da 1.000,00 a 5.000,00 euro).

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