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Etichettatura dei prodotti tessili e calzature


A seguito dell'entrata in vigore lo scorso 4 gennaio 2018 della nuova normativa

(Decreto Legislativo n. 190 del 15 novembre 2017 - come da nostra comunicazione del 4 gennaio 2018) sulla disciplina sanzionatoria sull'etichettatura delle calzature e dei prodotti tessili, FEDERAZIONE MODA ITALIA suggerisce alcune raccomandazioni alle aziende del dettaglio moda, in relazione ai possibili controlli che potranno essere effettuati già a partire dai prossimi giorni dagli Enti incaricati dal Ministero dello Sviluppo Economico ed in particolare dalle Camere di Commercio.

 

Cosa occorre sapere:
Per i prodotti tessili è necessario che l’etichetta:

  • - sia in lingua italiana (es. “100% Cotone” e non “100 % Cotton”, ad esempio in lingua inglese);

- contenga la composizione fibrosa con la denominazione della fibra scritta per esteso (“100% Cotone” e non “100 CO”: il codice meccanografico non è ammesso) e la percentuale del peso indicata in ordine decrescente (es. “90% Cotone 10% Seta”);
- trovi corrispondenza con quanto scritto nei documenti commerciali (es. nelle fatture ci deve essere il riferimento alla stessa percentuale di composizione fibrosa indicata in etichetta);
- sia saldamente fissata al prodotto messo in vendita;
- indichi nome, ragione sociale o marchio ed anche sede legale del produttore/importatore (estremi del produttore ex art. 104 del D. Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo e quindi l’indicazione della Via e della città);
- preveda, ove necessario, l’indicazione “Contiene parti non tessili di origine animale” qualora, ad esempio, si tratti di piumini, maglioni con toppe o inserti in pelle o scamosciati, bottoni in madreperla o corno naturale.

È poi fondamentale sapere che:
- il fabbricante, l’importatore o il distributore che non forniscano sui siti web le indicazioni relative alla composizione fibrosa sono soggetti alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 20.000 euro.

Per chi vende calzature, è importante sapere che:
- il distributore che mette a disposizione sul mercato le calzature senza aver esposto in negozio un cartello con le informazioni sulle componenti delle calzature (nella pagina a lato), è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro.

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