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IMPOSTA SUI SERVIZI DIGITALI. MODALITĂ€ APPLICATIVE - PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15 GENNAIO 2021

IMPOSTA SUI SERVIZI DIGITALI CLICCA QUI

 

Come noto, la legge di bilancio 2019 ha introdotto un'imposta sui ricavi derivanti da determinati servizi digitali realizzati da soggetti esercenti attivitĂ  d’impresa, con decorrenza dal 1° gennaio 2020. La nuova imposta riguarda, in particolare, i soggetti esercenti attivitĂ  d'impresa che, nel corso dell'anno solare precedente a quello in cui sorge il presupposto impositivo, realizzano ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro e percepiscono, nel medesimo periodo, un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro nel territorio dello Stato.

La disciplina che regola l’imposta in parola è stata adottata dal Legislatore italiano, in attesa di soluzioni definitive di carattere internazionale (in ambito OCSE), ispirandosi ad una proposta della  Commissione UE per la tassazione equa dell’economia digitale.

Ora, con il Provvedimento del 15 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate specifica le modalità applicative delle disposizioni relative alla nuova imposta sui servizi digitali.

In particolare, il Provvedimento individua, innanzitutto, l'ambito oggettivo di applicazione dell'imposta, evidenziando dettagliatamente i servizi digitali che sono esclusi dalla tassazione (come, la fornitura diretta di beni e servizi nell'ambito di un servizio di intermediazione digitale, oppure ordinati attraverso il sito web del fornitore, quando questi non svolge funzioni di intermediario; o, ancora, la messa a disposizione di un'interfaccia digitale utilizzata per gestire taluni servizi bancari o finanziarti, etc.).

Il Provvedimento regolamenta, inoltre, le modalità di determinazione della base imponibile e dell'imposta. Al riguardo, viene precisato che l’imposta si ottiene applicando l'aliquota del 3% ai ricavi imponibili, assunti al lordo dei costi sostenuti per la fornitura dei servizi digitali e al netto dell'IVA e di altre imposte indirette.

A tal fine, rilevano i corrispettivi percepiti nel corso dell’anno solare da ciascun soggetto passivo dell’imposta.

Nella determinazione della base imponibile sono esclusi i ricavi derivanti dai servizi digitali resi a soggetti, sia residenti sia non residenti nel territorio dello Stato, che si considerano controllati, controllanti o controllati dallo stesso soggetto controllante, ai sensi dell’articolo 2359 c.c.. Sono, altresì, esclusi i corrispettivi della messa a disposizione di un'interfaccia digitale che facilita la vendita di prodotti soggetti ad accisa, quando hanno un collegamento diretto e inscindibile con il volume o il valore di tali vendite.

Il Provvedimento individua, dunque, le diverse tipologie di prestazione dei servizi resi per i quali rilevano, ai fini dei ricavi imponibili, i corrispettivi percepiti dai soggetti passivi dell'imposta.

Al riguardo, viene previsto che il totale dei ricavi imponibili corrisponde al prodotto del totale dei ricavi dei servizi digitali, ovunque realizzati da ciascun soggetto passivo dell’imposta, per la percentuale rappresentativa della parte di tali servizi collegata al territorio dello Stato.

Con il Provvedimento in esame vengono individuati, inoltre, i criteri di collegamento con il territorio dello Stato. A tal fine, viene stabilito che un ricavo è imponibile se il dispositivo dell’utente del servizio digitale è localizzato nel territorio nello Stato,  sulla base dell’indirizzo di protocollo internet (IP) del dispositivo stesso o attraverso qualsiasi altra informazione che consenta la geolocalizzazione del predetto dispositivo.

Per quanto riguarda il versamento dell'imposta, il Provvedimento stabilisce che i soggetti passivi devono versare l’importo dovuto entro il 16 febbraio dell'anno solare successivo a quello in cui sono realizzati i ricavi imponibili, rinviando ad un successivo Provvedimento per l’indicazione dei codici tributo e per le istruzioni per la compilazione del modello di pagamento.

Per quanto riguarda, invece, gli adempimenti dichiarativi, viene previsto l’obbligo di presentazione della dichiarazione entro il 31 marzo dell'anno solare successivo a quello in cui sono realizzati i ricavi imponibili, demandando a un separato Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate per l’approvazione del relativo modello di dichiarazione, con le relative istruzioni.

Al riguardo, si precisa tuttavia che, in sede di prima applicazione - come stabilito dal decreto-legge 15 gennaio 2021, n. 3 (si veda la nostra nota informativa n. 1 del 18 gennaio 2021) - l’imposta dovuta per le operazioni imponibili nell’anno 2020 dovrĂ  essere versata entro il 16 marzo 2021, mentre la relativa dichiarazione dovrĂ  essere presentata entro il 30 aprile 2021.

Vengono disciplinati, altresì, gli obblighi strumentali riguardanti il versamento dell’imposta, stabilendo che i soggetti passivi, residenti e non, debbano provvedervi mediante il proprio codice fiscale rilasciato dall’Amministrazione finanziaria italiana. Tuttavia, nel caso in cui i soggetti passivi siano stabiliti in uno Stato non collaborativo e non abbiano una stabile organizzazione in Italia, questi sono tenuti a nominare un rappresentante fiscale in Italia.

L’Amministrazione finanziaria dispone, inoltre, che i soggetti passivi devono rilevare mensilmente le informazioni sui ricavi e sugli elementi quantitativi per calcolare la proporzione. I predetti dati devono essere, poi, custoditi su un supporto informatico che garantisca l’inalterabilità e la conservazione.

Infine, per quanto riguarda i rimborsi, viene previsto che le eccedenze di versamento dell’imposta devono essere richieste tramite la dichiarazione e, in tali casi, i rimborsi sono disposti con le modalità di cui al decreto del Ministero delle Finanze 22 novembre 2019.

Qualora non sussista l’obbligo di presentazione della dichiarazione, il rimborso deve essere richiesto tramite istanza da presentare al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate, individuato in base al domicilio fiscale, per i soggetti residenti, oppure all’indirizzo di posta elettronica dell’Agenzia delle entrate, Centro Operativo di Pescara (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), per i soggetti non residenti.

Per i soggetti passivi dell’imposta non residenti, stabiliti in Stati non collaborativi e senza stabile organizzazione in Italia, il provvedimento dispone che questi devono presentare istanza di rimborso attraverso il rappresentante fiscale, mentre nel caso di soggetti passivi dell’imposta appartenenti ad un gruppo, che si sono avvalsi della facoltà della designazione, la richiesta può essere presentata attraverso la società designata.

 

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