Menu

ascomalogo reteimpreseitalia

Confcommercio Asti

Sede di Canelli

Agosto 29, 2012

Sede di Canelli

   

Sede di Moncalvo

Agosto 29, 2012

Sede di Moncalvo

Servizi e consulenze

Giugno 16, 2013

Servizi e consulenze

Ai propri Associati, l' ASCOM presta gratuitamente, o a condizioni di assoluto favore, un pacchetto ...

Sangalli: "Ancora presto per facili ottimismi"

Intervista del presidente di Confcommercio su Avvenire:


"Siamo ancora lontani da quel 2% di crescita che consentirebbe di riassorbire la disoccupazione e ridurre l'area di povertà assoluta".

 

Sangalli: spero che i partiti non fiano vita a competizione sterile
Il capo Confcommercio: giusto aggredire il costo del lavoro. Vorrei Paese più coeso

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio: si infittiscono i segnali positivi, dal Pil all'occupazione e alla deflazione ormai più lontana. Lei vede rosa?
La ripresa c'è e si sta irrobustendo e il miglioramento del clima di fiducia è fondamentale per la domanda interna e, quindi, per far tornare a correre l'economia. Non dobbiamo, però, lasciarci andare a facili ottimismi, perché molte famiglie e imprese e alcuni territori non se ne sono ancora accorti. L'ultimo dato Istat sulle vendite al dettaglio conferma la fragilità e la discontinuità del profilo dei consumi. Insomma, siamo ancora lontani da quel 2% di crescita che consentirebbe di riassorbire la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, e di ridurre l'area di povertà assoluta.

Come valuta flnora l'azione del governo Gentiloni?
Diamo atto al governo di aver proseguito nella direzione di una politica fiscale distensiva e di aver riaperto il dialogo con le parti sociali per dare al Paese una diversa e migliore prospettiva.

La priorità fissata per la legge di Bilancio è quella di nuovi sgravi per le assunzioni dei lavoratori più giovani. Condivide la tesi del "sentiero stretto" sempre evocata da Padoan? L'insostenibile costo del lavoro è uno dei difetti strutturali del nostro Paese che, insieme all'eccesso di burocrazia, al deficit di legalità, alle debolezze infrastrutturali e all'eccessivo carico fiscale, frenano da più di vent'annila nostra economia. Servono due meno e un più: meno tasse e meno spesa pubblica e più riforme.

Le famiglie italiane, però, restano sempre al palo.
Famiglie e imprese non possono più attendere. A loro va dato un segnale concreto di riduzione delle tasse. Che sia la riduzione del cuneo o quella delle aliquote Irpef, non sta certo a noi deciderlo. L'importante è che si inizi subito. Naturalmente diamo per scontato che il governo, come peraltro promesso, e la politica tutta scongiurino l'ipotesi di aumentare l'Iva, l'ultima cosa di cui gli italiani hanno bisogno.

Cosa pensa dell'ipotesi di prevedere sanzioni per i commercianti che non hanno il Pos?
Un provvedimento che speriamo non venga deliberato, perché sarebbe ingiusto e penalizzante per le imprese e inutile ai fini di una maggiore diffusione dei Pos. Per pro muovere e diffondere l'unica servono incentivi e riduzione dei costi. Ricordo che nel nostro Paese ci sono già 2 milioni di Pos, più che in Francia e in Germania. aspettiamo la convocazione di un tavolo perchè siamo convinti che ci siano i margini per scongiurare questa ipotesi.

Dalla stagione estiva sono giunti buoni segnali?
I dati elaborati dalle nostre strutture di settore, Confturismo, Fipe e Federalberghi, indicano un'estate molto positiva e caratterizzata dal segno più per tutte le tipologie di impresa. E anche settembre si preannuncia bene, con un +7,2% di italiani che andranno in vacanza rispetto al 2016. Siamo quindi molto fiduciosi sulla chiusura della stagione, ma il turismo è una risorsa che deve essere sfruttata meglio e valorizzata di più. Penso, ad esempio, all'adozione di adeguate politiche di destagionalizzazione, per prolungare l'attrattività delle nostre strutture anche oltre i mesi estivi.

E come vede, in generale, la prospettiva del Paese a pochi mesi dalle elezioni?
Spero vivamente che questa campagna elettorale, che in parte è già iniziata, non si trasformi in una competizione improduttiva rispetto agli interessi generali del Paese e alle riforme da completare. E mi auguro che dalle elezioni esca un risultato che assicuri stabilità e governabilità.

Nel suo libro dei sogni dove vorrebbe che si realizzasse davvero una scossa?
Vorrei più dialogo, più rispetto delle istituzioni per avere un Paese più coeso e una democrazia più compiuta. E, francamente, non mi sembra un libro dei sogni.


Fonte: l'Avvenire.

Torna in alto