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Sciopero generale dei distributori di carburante

Le tre Organizzazioni Sindacali dei gestori degli impianti di carburanti, FIGISC-ANISA CONFCOMMERCIO, FAIB CONFECERCENTI e FEGICA CISL hanno dichiarato lo stato di mobilitazione della categoria

che prevede un serie di iniziative di protesta articolato in tre fasi temporali :

1) dalle ore 7,00 del 14 giugno alle ore 19,30 del 17 giugno chiusura alle vendite dei self service pre-pay negli orari di apertura degli impianti
2) il giorno 18 giugno sciopero generale di tutti gli impianti della rete stradale ed autostradale con manifestazione nazionale a Roma
3) dalle ore 24,00 del 21 giugno alle ore 24,00 del 28 giugno non verrà accettato alcun pagamento con moneta elettronica e saranno altresì sospese sulla rete ordinaria tutte le campagne promozionali di tutti i marchi societari

La nostra categoria - afferma Alessandro Palmieri, Presidente Regionale della FIGISC CONFCOMMERCIO Piemontese – ha deciso di lanciare un grido di allarme rivolto sia alle Istituzioni che alle Aziende, e con fermezza intende denunciare uno stato di degrado e di malessere che ormai ha raggiunto livelli non più sostenibili. Alle Istituzioni chiediamo di far rispettare le leggi in vigore , che vengano abbassati i prezzi dei carburanti ponendo quanto meno termine ai continui aumenti delle accise, che vengano affrontate sul piano normativo le contraddizioni di un mercato che si può definire drogato dall’assenza di regole e trasparenza a danno dei consumatori e degli stessi gestori, che venga fatta chiarezza sulle peraltro evidenti forzature delle dinamiche economiche determinanti la formazione dei prezzi alla pompa realizzate dalle compagnie petrolifere, le quali, deliberatamente, anche grazie proprio al processo di completa automazione delle aree di rifornimento tanto cara alla stessa Antitrust, hanno deciso di eliminare la figura del gestore dagli impianti. Alle Aziende Petrolifere chiediamo di riprendere i tavoli negoziali per il rinnovo degli accordi sia per gli aspetti economici che relativamente a tutte le condizioni contrattuali che regolano i rapporti fra le parti, e per individuare nuove strategie commerciali che possano nuovamente attribuire al gestore un ruolo di centralità reale e non effimera o di mera facciata nella conduzione dell’attività di rivendita dei carburanti“.

Sulla decisione di non accettare i pagamenti mediante utilizzo di carte di credito e di debito, pago bancomat, carte petrolifere etcc... il Segretario Regionale Antonio Barioni commenta “I gestori si rivolgono a tutto il settore bancario ed al circuito di intermediazione che gestisce le transazioni con moneta elettronica per rivedere, una volta per tutte, i termini economici del costo delle commissioni: non è più pensabile né accettabile che, in forza di cavilli normativi e dell’accavallarsi di leggi, venga addebitato alla categoria un onere che di fatto azzera ciò che rimane dell’utile distributivo. I gestori , seppur consci che l’utilizzo da parte degli utenti della moneta elettronica rispetto al contante può rappresentare un beneficio anche sotto l’aspetto della sicurezza, sono altrettanto risoluti nel rivendicare e richiedere al mondo interbancario una pronta risoluzione del problema”.

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