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Si è svolta a Firenze l’Assemblea Nazionale di Federmoda

Si è volta a Firenze la scorso lo scorso 15 giugno l’Assemblea Nazionale

di Federmoda Italia; un'assemblea molto partecipata, aperta dalla relazione del Presidente Nazionale Borghi che si è svolta in un contesto importante come quello di “Pitti Moda”.
Presenti gran parte dei delegati di tutta Italia, per Asti il Presidente Provinciale di Federmoda Dino Penna ed il Direttore della Confcommercio Claudio Bruno, per testimoniare che la storia e la tradizione manifatturiera ed artigianale è viva e fortemente presente sull’intero territorio nazionale grazie alle 126 mila imprese che svolgono questa attività.
“Senza nascondere la preoccupazione per l’andamento generale ancora troppo incerto, è stata la occasione per denunciare ancora una volta il lassismo e la troppa tolleranza che esistente a livello istituzionale” - ha dichiarato Dino Penna - “quello che si chiede al al Governo è una maggiore garanzia sul rispetto delle regole , in particolare per quanto riguarda la lotta alla contraffazione ed all’abusivismo , perché non va dimenticato che è il “commercio” che anima le nostre città , non chi agisce in modo scorretto attuando una concorrenza sleale”.
“Noi vogliamo continuare ad offrire qualità , professionalità e garanzia post ; abbiamo delle idee che vogliamo sviluppare facendo sinergia tra e con gli operatori , ma anche con gli Enti e le Amministrazioni.  Creare “poli fieristici” e “strutture congressuali” che offrano la possibilità di incentivare e sviluppare la economia locale e nazionale , tramite eventi per tuto l’anno”, conclude Dino Penna.
E’ l’unica strada, quella di unire il sistema monumentale e culturale con quello commerciale.
“Pensiamo che per fare questo , ad Asti, si potrebbe sviluppare un progetto con la individuazione di una adeguata location , come la Enofila per esempio - fa notare Claudio Bruno - ma su questo argomento avremo modi di tornarci perché Confcommercio ha delle idee al riguardo“.
“Certo è che i dati dell’Ufficio Studi di Confcommercio afferenti il periodo 2010 -2015 devono farci riflettere - come ha sottolineato lo stesso Presidente Renato Borghi - perché segnalano che abbiamo 4 milioni di persone che hanno un reddito sotto la soglia di povertà , che il PIL è sceso del -12,5% e che gli investimenti sono calati del 30% ; ma il dato dei consumi che preoccupa , al di la degli 80 euro e senza voler entrare in polemica , perché la spesa alimentare è scesa del 12% e quella dei beni durevoli del 15%.
Preoccupa la differenza in negativo tra apertura e chiusure dei negozi, che nel periodo citato è stata, per il solo settore della moda , di -15.000 negozi in Italia” .
Prendiamo atto dei “tenui segnali” di ripersa del + 0,3% (rispetto al +0,7% della Germania …) che devono lasciare ben sperare, ma non bastano e non sono ancora sufficienti ne percepiti dai commercianti , che comunque e nonostante tutto intendono continuare a rappresentare l’anima delle città per garantire servizi, occupazione e … sicurezza.

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